Faq

Devono aprire la Partita IVA coloro che svolgono una attività di impresa, arte o professione con continuità e professionalità.
La forma più semplice è quella della ditta individuale. Poi vi sono le forme societarie che possono essere “di persone” come le SNC e le SAS o “di capitali” come le SRL e le SPA.
La ditta individuale può scegliere tra il regime forfettario, la contabilità semplificata e la contabilità ordinaria. Vi sono delle condizioni di accesso al regime forfettario tra le quali le più importanti sono: non avere partecipazioni in società e non superare determinati ricavi a seconda delle attività svolte. Le società di persone possono scegliere la contabilità semplificata o la contabilità ordinaria; sono obbligate alla contabilità ordinaria solo se superano determinati limiti di ricavi (più di 400.000,00 euro se prestazioni di servizi; più di 700.000,00 euro se cessioni di beni). Le società di capitali devono tenere la contabilità ordinaria.
In generale la differenza è che la contabilità semplificata non prevede la partita doppia, la doppia registrazione dei movimenti contabili sia dal punto di vista economico che finanziario. È quindi una contabilità più facile, ma anche meno precisa. E non fornisce alcun dato analizzabile per quanto riguarda la posizione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, né un bilancio completo, ma solamente una situazione costi/ricavi (ora ibrida pagamenti/costi). Costa meno della contabilità ordinaria, perché richiede meno lavoro, ma dà anche tanto meno all’imprenditore.
No, la contabilità ordinaria non prevede questo obbligo che è riferito alle società di capitali (SRL, SPA, SAPA). Quindi una ditta individuale o una società di persone che scelgono la contabilità ordinaria non hanno alcun obbligo di depositare il bilancio.